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Belluno 8 novembre 2017 – PRESENTAZIONE DEL LIBRO “SHAHBAZ. LA VOCE DELLA GIUSTIZIA”

Paul Jacob Bhatti, fratello di Shahbaz, ministro cattolico per le minoranze del governo pakistano ucciso dai talebani il 2 marzo 2011, è tornato a Belluno per presentare il suo libro “Shahbaz, la voce della giustizia” edito da San Paolo. L’incontro, organizzato dalla associazione “Missione Shahbaz Bhatti Onlus” e dalla Commissione Giustizia e Pace con il patrocinio del Comune di Belluno, si è svolto mercoledì 8 novembre alle 20,30 al centro Giovanni XXIII a Belluno. Era presente anche il Vescovo Renato Marangoni. Il Comune di Belluno era rappresentato dalla consigliera comunale Nadia Sala, che ha porto il saluto del sindaco, quindi il diacono Francesco D’Alfonso, incaricato della commissione Giustizia e Pace e vicepresidente di Missione Shahbaz Bhatti Onlus ha presentato e intervistato l’autore, che ha ricordato la figura del fratello Shahbaz.
Il libro, più che una biografia, si presenta come un ritratto, dipinto con tratti via via più nitidi all’interno del rapporto tra fratello maggiore, Paul, e fratello minore, il più giovane di sei figli, Shahbaz, che tuttavia ha sorpreso i suoi stessi familiari per la statura umana e spirituale dimostrata nella sua breve vita, conclusasi con la morte a soli quarantadue anni di età, dopo aver servito con generosità instancabile i poveri e quanti erano discriminati nel suo Paese, soprattutto i cristiani e i membri delle altre minoranze religiose. Il coraggio con il quale Shahbaz ha testimoniato la sua fede si è manifestato nell’impegno civile e politico a favore della giustizia e a tutela di tutte le vittime di emarginazione e di violenza, senza alcuna ricerca di tornaconto personale, ma con il solo intento di mostrare con le sue azioni che egli stava seguendo Gesù Cristo – questo ha dichiarato Shahbaz nell’intervista – testamento spirituale rilasciata qualche tempo prima della sua morte.
E’ questa grandezza morale e spirituale che ha reso più profondo il rapporto tra i due fratelli: Paul, che sentiva, come fratello maggiore, la responsabilità di guidare e proteggere Shahbaz, è stato da lui condotto sulla strada che egli già aveva percorso, raccogliendone il testimone dopo la sua morte. Rientrato in Pakistan contro le sue precedenti intenzioni – da anni lavorava come medico in Italia, dove si era laureato – ha assunto per tre anni l’incarico politico che era stato di Shahbaz e la guida della “All Pakistan Minorities Alliance” (APMA), fondata da Shahbaz nel 2002 e attualmente impegnata a proseguirne l’opera e a mantenerne vivi gli ideali. Soprattutto dall’incontro è emersa a tutto tondo la capacità dialogica di Shahbaz, capace di creare relazioni positive con personalità politiche e istituzionali di molti Paesi e di intrattenere relazioni aperte con i leader religiosi e politici musulmani in Pakistan. Egli era convinto infatti che il dialogo interreligioso fosse l’unica via per rendere possibile una convivenza rispettosa dei diritti di tutti, sconfiggendo la violenza e l’ingiustizia che ancora oggi rendono difficile la vita dei cristiani e degli altri membri delle minoranze.
Il vescovo Renato ha concluso l’incontro sottolineando proprio l’urgenza del dialogo e citando l’esperienza della giornata del dialogo cristiano-islamico svoltasi nei giorni precedenti . Prima dell’incontro una cinquantina di persone hanno gustato nel ristorante “Al Centro” piatti tipici della cucina pakistana.

 

Francesco D’Alfonso

articolo pubblicato in “L’Amico del Popolo” del 16.11.2017

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