Progetto fornitura idrica e potabilizzazione

Tra le promesse che Shahbaz aveva fatto alla gente di Kushpur, il suo villaggio natale, riguardanti alcuni progetti che lui intendeva assolutamente portare a termine, c’era la potabilizzazione dell’acqua;  il villaggio ha  circa 10.000 abitanti, il 99 % dei quali sono cattolici:  la maggior parte della popolazione si dedica all’agricoltura, ma negli ultimi tempi il terreno era diventato arido, l’acqua delle pompe era diventata salata e non solo non idonea per bere e per gli usi igienici, ma anche inservibile per le coltivazioni; inoltre, a causa della siccità, parte della popolazione aveva perso il raccolto. Per questo c’era bisogno di un progetto che consentisse di attingere l’acqua dal canale principale, che scorre a 5 km dal villaggi (l’unico posto in cui scavando si poteva trovare l’acqua adatta sia per gli usi alimentari e igienici sia per quelli agricoli); il progetto consisteva dunque nell’installazione delle pompe e nell’acquedotto, con costruzione del serbatoio e del sistema di rifornimento a domicilio per tutti gli abitanti.

Ad oggi sono state installate le pompe vicino al canale principale, due delle quali funzionano con l’elettricità e forniscono acqua potabile alla popolazione del villaggio e altre due vengono alimentate grazie a pannelli solari, garantendo l’approvvigionamento di acqua per uso agricolo. L’acqua è stata fornita a domicilio a tutti gli abitanti e viene continuamente controllata nel serbatoio principale per tenere monitorata la potabilità e bloccare eventuali contaminazioni. Per realizzare questo progetto sono stati fondamentali gli aiuti dell’organizzazione coreana “Better World”, che ha sostenuto gran parte del costo, e i contributi del governo canadese e di quello pakistano.

Il modo in cui queste strutture sono gestite e mantenute è in grado di influire notevolmente sulla salute della popolazione e la qualità dell’ambiente, con grandi benefici per i poveri, ma favorisce anche l’incremento delle risorse disponibili per gli investimenti. Migliorare la qualità del servizio ed estendere la vita utile degli impianti, infatti, ha ricadute sulla performance finanziaria dei servizi idrici e, di conseguenza, sulle risorse disponibili per gli investimenti in nuovi servizi. Il “Drinking Water Project” è stato inaugurato insieme con i fratelli giunti dalla Corea del Sud.